I requisiti di sicurezza richiesti per poter operare in ambienti confinati

Gli spazi confinati industriali non sono progettati per una prolungata presenza di persone e lavoratori, né sono destinati ad esserlo.

Gli incidenti mortali accaduti a lavoratori impegnati in lavori in spazi confinati aziendali o industriali pubblicati dall’INAIL, sono ancora troppo sconfortanti. Purtroppo sono spesso incidenti plurimi, perché coinvolgono non solo gli addetti ai lavori nei suddetti spazi, ma anche i loro soccorritori.

1 Requisito di sicurezza: come entrare e come uscire dagli spazi confinati?

Valutare l’ingresso in relazione al passo d’uomo:

orientamento di ingresso in verticale o orizzontale

dimensioni spazio di manovra di persone e attrezzature nell’immediato ingresso

distanza dal punto di lavoro all’interno

presenza di ostacoli sul percorso, sia per persone che attrezzature

altezza rispetto al piano stabile esterno e valutazione degli eventuali rischi

altezza dell’apertura rispetto al piano stabile interno e necessità di un sistema di accesso di supporto (scala o cavi)

2 Requisito di sicurezza: calcolare gli spazi

É necessario fare un’accurata valutazione della conformazione dello spazio in questione e di come accedervi, valutando con priorità:

dimensioni geometriche e volume d’aria

altezza in relazione al piano di calpestio e alla necessità di strutture di supporto quali scale o ponteggi

valutazione del piano interno, se pedonabile o in sospensione

presenza di ostacoli o altri pericoli (caduta, inciampo, frane di materiali, elementi taglienti)

presenza di compartimentazioni interne

tubature da bloccare prima dell’ingresso

3 Requisito di sicurezza: comunicare

È fondamentale un sistema di comunicazione che permetta agli operatori al lavoro all’interno di spazi confinati aziendali di tenersi in contatto fra di loro, ma anche con operatori all’esterno, o di lanciare un allarme in caso di pericolo. In questo modo un intervento di soccorso sanitario può risultare tempestivo.

4 Requisito di sicurezza: valutare l’atmosfera

Prima di entrare in ambienti confinati industriali, bisogna sempre presumere che al loro interno possa esserci un’atmosfera pericolosa. Da qui la necessità di adottare sempre appropriate misure di sicurezza. In particolare, la rilevazione di gas e sostanze chimiche, all’esterno (in prossimità dell’ingresso) quanto all’interno degli spazi confinati industriali. È utile ad esempio effettuare un test dall’esterno, tramite sonda, su stratificazioni diverse, per intercettare gas con pesi specifici diversi. La misurazione della situazione atmosferica all’interno dello spazio confinato aziendale dev’essere continuativa e se possibile, anche una lettura da remoto.

Lavora in sicurezza negli spazi confinati, affidati ad ICON SNC

Verifichiamo le procedure, identifichiamo i rischi, forniamo le soluzioni d’intervento, addestriamo.

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Imbracatura o cordino, come scegliere quello adatto in base al lavoro?

Quando si parla di piattaforme di lavoro elevabili (PLE) la caduta rimane la causa più comune di lesioni e decessi. Dunque, la scelta di una macchina idonea all’uso è fondamentale, ma non è sufficiente. Ci sono infatti una serie di altri elementi da considerare per evitare la caduta, inerenti al comportamento, alle modalità di utilizzo della ple e di protezioni come imbracatura o cordino regolabile.

PIATTAFORME DI TIPO A BRACCIO

Quando si lavora su una piattaforma mobile di lavoro elevabile (PLE) a braccio si raccomanda vivamente di utilizzare un cordino anticaduta abbastanza corto da trattenere l’occupante entro la piattaforma. Il cordino può includere un dispositivo di assorbimento di energia, a patto che sia abbastanza corto da trattenere chi lo indossa nella piattaforma. Questa misura riguarda anche le piattaforme statiche a braccio (1b) e mobili a braccio (3b).

PIATTAFORME VERTICALI

Normalmente non è necessario che il personale operante su piattaforme verticali utilizzi dispositivi anticaduta. Queste includono piattaforme statiche verticali (1a), mobili verticali (3a), verticali a spinta (PAV) e piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne (PLAC). Alcune norme nazionali richiedono un’imbracatura di sicurezza su tutte le PLE, incluse le piattaforme verticali.

LAVORO ACCANTO O SOPRA L’ACQUA

Una valutazione dei rischi deve determinare se sia più appropriato indossare un’imbracatura anticaduta, o un giubbotto di salvataggio per evitare l’annegamento. La necessità o meno di un sistema di protezione anticaduta verrà determinata da una valutazione dei rischi specifica all’intervento da eseguire prima del suo inizio, dopo aver consultato il manuale d’uso del costruttore.

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I DPI anticaduta sono dispositivi di fondamentale importanza per tutte le categorie lavorative e per tutti i professionisti che operano in quota.

I dpi anticaduta sono sistemi di protezione individuale che vengono impiegati nei cantieri per la sicurezza delle attività in quota. In sostanza, qualora non fossero stati adottati sistemi di protezione collettiva, il sistema anticaduta individuale è in grado di proteggere il lavoratore contro eventuali incidenti arrestando la caduta libera.

I dpi sono regolati dalla UNI EN 363: 2008 e al loro interno sono compresi tutti i diversi tipi di protezione dalla caduta. Ogni dpi anticaduta deve contenere:

nome del fabbricante

marcatura CE

modello e tipo

numero di serie

norma di riferimento e anno

nome del prodotto

numero dell’organismo notificato

Sia durante il montaggio che lo smontaggio è necessario verificare che il dpi sia in buone condizioni e che le condizioni di lavoro siano idonee. Qualora le parti mobili non dovessero scorrere correttamente o vi fossero danni ai materiali, deformazioni e ammaccature, si riterrebbe necessario far controllare le proprie attrezzature di sicurezza. Infatti, è obbligatorio anche da parte del lavoratore stesso, verificare le condizioni del dispositivo prima del suo utilizzo e, nel caso di un dpi non sottoposto a controllo, va applicata la dicitura “fuori servizio” fino a controllo eseguita.

Chi deve utilizzare i DPI anticaduta?

L’utilizzo dei DPI per i lavori in quota è indicato a tutti coloro che operano in quote specifiche soggette al rischio di caduta dall’alto. Dalla normativa vigente in Italia, l’utilizzo dei DPI anticaduta diviene necessario nel momento in cui vengono svolte attività ad un’altezza pari o superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile. Per questo è possibile considerare come lavori in quota, e quindi con l’obbligo di formazione e utilizzo dei dispositivi, le seguenti mansioni:

Lavori in cantieri edili

Progettisti

Coordinatori di progetto

Responsabili della sicurezza

Interventi sui tralicci

Lavavetri

Potatura alberi

Piattaforme off-shore

Questi sono solo alcuni esempi di tutte le categorie lavorative coinvolte nei lavori in quota.

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Il DPR 177/2011 nacque con l’intento di definire le imprese e i lavoratori autonomi in possesso dei requisiti per operare negli spazi confinati o sospetti di inquinamento, in modo tale garantire un più alto livello di prevenzione e protezione di chi opera in quel campo.

Il Decreto del Presidente della Repubblica n. 177 del 14/09/11 “Regolamento recante norme per la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi operanti in ambienti sospetti di inquinamento o confinanti, a norma dell’articolo 6, comma 8, lettera g), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”, entrato in vigore il 23/11/11, norma la qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi e le procedure generali di sicurezza da applicare nei lavori in spazi confinati e/o negli ambienti con sospetto inquinamento.

Le principali misure previste dal D.P.R. n. 177/11 sono:

– obbligo per le imprese e i lavoratori autonomi che effettuano lavori in ambienti confinati, in aggiunta ai già previsti obblighi del D.Lgs. 81/08, di effettuare specifica informazione, formazione e addestramento a tutti i lavoratori (compreso il datore di lavoro, qualora impegnato nei lavori) con verifica di apprendimento e di aggiornamento periodico relativamente ai rischi presenti degli “ambienti confinati”, nonché alle specifiche procedure di sicurezza e di emergenza da mettere in atto.

– obbligo per le imprese impegnate in lavori in ambienti confinati di dotarsi di idonei D.P.I. e attrezzature di sicurezza (sistemi anticaduta e di accesso in sospensione, autorespiratori, sistemi di recupero e soccorso, rivelatori di gas infiammabili e/o tossici e/o di ossigeno) necessari per garantire la sicurezza nei lavori in spazi confinati;

– obbligo per le imprese che eseguono lavori in ambienti confinati di disporre di “personale esperto” in numero non inferiore al 30% (si intende “persona esperta” un lavoratore che abbia maturato almeno tre anni di esperienza nei lavori in “ambienti confinati”);

– obbligo per il committente di informare, prima dell’accesso nello spazio confinato, tutti i lavoratori impegnati in merito a tutti i rischi presenti nell’area di lavoro, con un incontro di durata non inferiore ad un giorno.

Grazie alla sua esperienza, Icon Snc propone una vasta gamma di prodotti e servizi dedicati ai lavori in spazi confinati, DPI in vendita, selezionati tra i migliori marchi presenti sul mercato consigliando il cliente, se necessario, nella scelta del prodotto e nelle tecniche idonee al suo ambito lavorativo.

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La legge non impone agli installatori di seguire corsi formativi, ma prevede che questi siano adeguatamente formati e in grado di dimostrare al committente le proprie competenze, ossia devono essere a conoscenza delle peculiarità che caratterizzano il sistema anticaduta, delle problematiche che potrebbe incontrare e delle soluzioni da adottare.

Il montaggio delle linee vita esige molte conoscenze e qualifiche allo scopo di soddisfare tutti i requisiti di sicurezza richiesti dalla legge. Questo significa che una linea vita non può essere montata da chiunque: solo i professionisti del settore, abilitati dal fornitore dei sistemi da installare, possono procedere a svolgere questo compito in accordo con le disposizioni di legge.

La nostra azienda, ad esempio, dispone di personale qualificato specificamente dedicato all’installazione delle linee vita.

Il montatore di linee vita, per essere in grado di eseguire un montaggio a regola d’arte, deve essere una persona con esperienza manuale nel settore delle coperture, saper usare le attrezzature, quali trapano e resina bi-componente, conoscere la struttura delle coperture, sapere aprire e richiudere una copertura evitando le infiltrazioni di acqua, e disporre di conoscenze che si apprendono dopo anni di lavoro nel settore.

Caratteristiche specifiche del montatore di linee vita:

Formazione obbligatoria per l’utilizzo dei DPI in quota (III Categoria);

Formazione sul montaggio di linee vita;

Formazione tecnica idonea alla comprensione di un manuale tecnico di una L.V.;

Formazione minima sulla lettura di un progetto e di un disegno tecnico;

Preparazione tecnica sulla valutazione della consistenza dei materiali;

Disponibilità di attrezzature adeguate alle caratteristiche delle diverse coperture;

Disponibilità di attrezzatura tecnica idonea per verifica e collaudo degli ancoraggi;

Utilizzo corretto delle resine bi-componenti come da schede tecniche del prodotto;

Formazione per redigere un certificato di corretto montaggio.

Come scegliere un montatore con esperienza?

L’unico modo che ha un montatore per dimostrare tale esperienza è disporre di un attestato di formazione sul montaggio delle linee vita – meglio se pluri-marca – e una visura camerale che dimostri alcuni anni di esperienza nel settore.

Dopo aver eseguito il montaggio come da progetto dell’Ingegnere progettista, e controllato che le caratteristiche della copertura corrispondano a quanto inserito nel progetto, il montatore – come da norme tecniche UNI 11560/2015 e UNI EN 795/2012 e UNI 11578/2015 – deve svolgere verifiche di collaudo in base al fissaggio applicando forze di 5 kN per 15 secondi.

Al termine del montaggio deve redigere un certificato di corretto montaggio, che comprenderà: luogo esatto del cantiere, committente, progetto, caratteristiche particolari del montaggio, collaudo, firma per presa responsabilità.

L’unico modo per avere un sistema anticaduta sicuro è affidarsi ad una azienda specializzata del settore, come Icon Snc.

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Il lavoro su fune consiste nell’approcciare il lavoro per mezzo di funi, questa è il grande vantaggio di questa tecnica in quanto si annullano i costi dell’istallazione di un ponteggio o del noleggio della scala aerea e dei relativi permessi d’occupazione del suolo pubblico.

Il lavoro su fune, chiamato anche “edilizia acrobatica” o “lavoro in corda” è un metodo di lavoro nel campo dell’edilizia basato sull’utilizzo di funi e imbragature in sostituzione di ponteggi e impalcature per realizzare lavori in quota

I vantaggi del lavoro su fune sono molteplici.

Costi più bassi

Spesso i lavori edili comportano, tra i costi più elevati, quelli relativi al noleggio e al montaggio delle impalcature. Inoltre, soprattutto in inverno, capita frequentemente che i lavori si interrompano a causa del maltempo, ma l’affitto dei ponteggi deve essere pagato anche quando non si lavora.  Altre spese relative ai ponteggi includono infine le tasse per l’occupazione del suolo pubblico.

Il lavoro su fune non richiede nessun tipo di impalcatura, ponteggio o struttura fissa e consente dunque di evitarne i costi.

Tempi più brevi

La realizzazione dei lavori su fune risulta decisamente più rapida.

Il lavoro su fune evita è l’incombenza dello smontaggio dei ponteggi.

Meno rischi

I ponteggi spesso attirano i malintenzionati. Sfruttando le impalcature poste in prossimità dell’edificio su cui si stanno svolgendo i lavori, infatti, i criminali possono raggiungere agevolmente balconi e finestre.

Il lavoro su fune azzera il rischio di furti ed evita pericolose intrusioni.

Più libertà

I ponteggi, siano essi fissi o mobili, limitano fortemente la libertà di movimento degli operatori.

Con l’edilizia su fune si evitano anche l’intralcio che ponteggi e piattaforme causano ai pedoni e al traffico, nonché il loro spiacevole aspetto a livello estetico.

Scopri tutti i servizi di lavoro su fune che possiamo offrire grazie al nostro team di operatori su fune. Otterrai un lavoro di qualità, svolto in tempi brevi e a costi contenuti!

Quando si ricorre all’edilizia acrobatica?

L’edilizia su fune si utilizza per effettuare i seguenti interventi:

Lavori in quota

Lavori sulle facciate e sui tetti degli edifici

Pulizia di vetrate e facciate

Lavori sulle grondaie

Installazione di pannelli fotovoltaici e antenne

La nostra squadra di lavoro è formata, qualificata e certificata per i lavori di sospensione su fune, quali:

– manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici

– pulizia facciate

– piccoli interventi edili

– imbiancatura

– pulizia grondaie o canali di scolo

– installazione vario genere

– allestimento palchi per spettacoli

– tree climbing.

Contattaci: https://www.iconsnc.it/

Asfissia: carenza di ossigeno negli spazi confinati

Quando un lavoratore opera in un ambiente totalmente o parzialmente chiuso, che ne impedisce o limita i movimenti, possiamo parlare di spazio confinato dove vi sono fattori di rischio alti.

Alcuni esempi di spazi confinati:

-serbatoi

-silos

-recipienti adibiti a reattori

-sistemi di drenaggio chiusi

-reti fognarie

-cisterne aperte, vasche, camere di combustione all’interno di forni, tubazioni, ambienti con ventilazione insufficiente o assente.

La presenza di sostanze asfissianti in ambienti confinati porterebbero ad un rischio molto elevato per l’operatore.

Icon Snc per consentire l’accesso dei lavoratori in un ambiente confinato valuta i rischi per poter determinare le misure di prevenzione e protezione che garantiscano loro salute e sicurezza

Per riconoscere spazi confina sospetti d’inquinamento ancor prima della valutazione, che è sempre obbligatoria, riportiamo alcuni casi:

-luoghi dove vi è reazione tra ossigeno e rifiuti;

-luoghi in cui vi è un aumento dell’anidride carbonica che va a sostituire l’aria ove è presente acqua del terreno e calcare e che tra questi si scateni una reazione;

-nelle stive delle navi, nei containers, nelle autobotti in cui le sostanze contenute reagiscano con l’ossigeno presente all’interno;

-in serbatoi d’acciaio ove l’ossidazione produce ruggine;

-nei luoghi non aerati in cui si fa uso sulle superfici di agenti estinguenti come anidride carbonica o agenti alogenati;

-luoghi ove i solidi sfusi o i granuli una volta accorparti possano improvvisamente collassare soffocando le persone travolte

-ambienti e recipienti in aziende vitivinicole

É sempre necessario verificare che l’aria sia libera da agenti chimici asfissianti, tossici ed infiammabili e che sia adatta alla respirazione.

L’importanza dei corsi per ambienti confinati

L’aspetto formativo è molto importante e obbligatorio per tutte quelle figure che si trovano a lavorare in spazi confinati o sospetti d’inquinamento.

-Datori di lavoro

-preposti

-Rspp

-Aspp

-responsabili imprese

-commitenti

-lavoratori

-professionisti

così come anche quelle persone che non sono direttamente coinvolte ma che devono verificare le modalità lavorative del personale.

Icon snc organizza corsi per ambienti confinati.

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Per la pulizia dei DPI di terza categoria è sempre importante leggere le raccomandazioni dell’azienda produttrice per non rischiare di danneggiare il materiale o non effettuare una corretta disinfezione.

I componenti tessili di un DPI di terza categoria sono composti, almeno nelle marche di alta qualità da fibre in poliestere o in polivinile.

Sono polimeri molto resistenti e duraturi, per molti versi inattaccabili dalla maggior parte degli agenti chimici con i quali vengono a contatto e che normalmente si trovano in cantieri o negli ambienti confinati.

Polveri e vernici sui DPI

Anche se è stato visto che polveri e vernici non provocano un importante decadimento della resistenza delle parti tessili o metalliche, tendono, però, a provocare un ispessimento ed un irrigidimento della fettuccia ma anche un consumo delle fibbie metalliche che, in queste condizioni, non permettono una buona regolazione sull’operatore.

La non corretta regolazione dei DPI, come sappiamo bene, è forse una delle maggiori cause di danni fisici e traumi in caso di caduta.

Ambiente marino e atmosfere salmastre

Lavorare con i propri DPI in zone portuali, su navi ma anche semplicemente in località balneari, espone questi ad un costante aerosol di acqua e sale. In ambito di sicurezza, questo è ben evidente anche sulle linee vita permanenti o su scale e parapetti che spesso devono subire importanti manutenzioni atte ad evitare i processi corrosivi del sale. Lo stesso problema lo possiamo riscontrare sia sulle fibbie metalliche che sui moschettoni così come sulle parti tessili.

Sale e umidità si insinuano anche all’interno dei dissipatori e nelle imbottiture dei caschi causandone un veloce deperimento.

Sudore

Il sudore trasferisce ai DPI la sua acidità e i sali in esso contenuto, per non parlare poi della proliferazione batterica. Quindi possono subire danno non solo le parti tessili ma anche e soprattutto le parti metalliche.

In questo caso igiene è anche sicurezza.

Come pulire i DPI?

Ogni produttore indica le procedure corrette per un corretto lavaggio e immagazzinamento dei propri dispositivi. Si trova nel manuale di uso e manutenzione che deve sempre accompagnare il DPI, sotto la voce generica di MANUTENZIONE E IMMAGAZZINAMENTO

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Nel Decreto fiscale 2022 un pacchetto di norme è destinato alle misure sulla sicurezza sul lavoro.

Il nuovo articolo 14 del TUSL recita:

“al fine di far cessare il pericolo per la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori (…) l’Ispettorato nazionale del lavoro adotta un provvedimento di sospensione (…) a prescindere dal settore di intervento, in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro di cui all’Allegato I”.

Le violazioni riguardano circostanze che espongono i lavoratori a rischi:

di carattere generale;

di caduta dall’alto;

di seppellimento;

di elettrocuzione;

d’amianto.

Sicurezza sul lavoro: sospensione senza l’elaborazione del DVR

La prima violazione riportata dalla circolare è la mancata elaborazione del DVR, il documento di valutazione dei rischi. L’obbligo di elaborare il DVR è prescritto dall’art. 29 del TUSL, che prevede che il documento sia custodito presso l’unità per cui è stata effettuata la valutazione dei rischi; in mancanza di tale documento, la sospensione scatta immediatamente.

Il datore di lavoro può tuttavia dichiarare che il DVR si trova in un luogo diverso; in questo caso la sospensione scatta a decorrere delle ore 12.00 del giorno lavorativo successivo all’ispezione, alla scadenza del termine offerto al datore di lavoro per presentare il DVR.

Sicurezza sul lavoro: sospensione per mancata elaborazione del Piano di Emergenza

Anche la mancata elaborazione del Piano di Emergenza ed evacuazione, in violazione dell’articolo 46 comma 2 del TUSL, comporta la sospensione, revocabile quando l’azienda presenterà detto documento.

Sicurezza sul lavoro: sospensione per mancata partecipazione dei lavoratori a corso di formazione

Il personale ispettivo può adottare il provvedimento cautelare della sospensione anche nel caso in cui l’azienda non esibisca la documentazione che attesta la partecipazione obbligatoria dei lavoratori sia ai corsi di formazione sia all’addestramento.

L’obbligo riguarda la formazione e l’addestramento nei seguenti casi individuati nel TUSL:

-per l’impiego dei dispositivi di prevenzione individuali, ex articolo 73 in combinato disposto con l’articolo 37, nei casi disciplinati dall’accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012;

-per i DPI di III categoria e di protezione dell’udito, ex art. 77 comma 5

-per i sistemi di accesso e posizionamento mediante funi, ex art. 116 comma 4;

-per i lavoratori e preposti addetti al montaggio, smontaggio e trasformazione di ponteggi, ex art. 136 comma 6;

-per la movimentazione manuale dei carichi, ex art. 169.

Sicurezza sul lavoro: sospensione per violazioni specifiche

Oltre alle violazioni che espongono i lavoratori a rischi di carattere generale, l’Allegato I del TUSL prevede violazioni più specifiche.

I casi sono:

-l’azienda non abbia fornito ai dipendenti i DPI contro le cadute dall’alto;

-l’azienda non abbia predisposto protezioni verso il vuoto, o quelle presenti siano inadeguate;

-l’azienda non abbia applicato armature di sostegno, o quelle presenti siano inadeguate;

-l’azienda non abbia provveduto a ricoprire i conduttori nudi in tensione, e siano assenti disposizioni organizzative e procedurali per proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi;

-l’azienda non abbia adottato impianti di terra, interruttori magnetotermici e differenziali, ossia idonei strumenti che tutelino i lavoratori dai contatti diretti e indiretti, oppure detti elementi siano malfunzionanti;

-l’azienda abbia rimosso o modificato i dispositivi di sicurezza, di segnalazione o di controllo.

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Sicurezza e intervento in spazi difficilmente raggiungibili

In contesti industriali, i lavoratori sono spesso chiamati ad operare in ambienti pericolosi come lavori in quota, spazi confinati ed altri luoghi difficilmente accessibili. La normativa vigente (D.Lgs 81/08 art.18 e 43) assegna al datore di lavoro la responsabilità di evacuare il lavoratore colto da malore o infortunato da qualsiasi luogo in cui si sia verificato l’evento.

I piani di prevenzione “on site” possono spesso risultare insufficienti a garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori, ancor più quando si richiede il recupero di un lavoratore infortunato che può comportare un’operazione di soccorso in quota o all’interno di uno spazio confinato.

La gestione delle emergenze e il soccorso industriale presuppongono precise competenze e idoneità, specialmente se le emergenze avvengono in situazioni e ambiti lavorativi particolari;

I soccorritori, devono essere in possesso di specifiche competenze tecniche tecnico/sanitarie e di comprovata esperienza sul campo e devono essere in grado di coordinare, progettare, pianificare ed eseguire direttamente interventi di soccorso in varie situazioni di emergenza.

Icon Snc è in grado di fornire team professionali di soccorso, specificatamente addestrati per svolgere operazioni di recupero e soccorso in quota o all’interno di spazi confinati e per fornire primo soccorso in situazioni di emergenza, a seguito di un incidente o di gravi condizioni di salute.

Durante le loro presenze on site i tecnici componenti le squadre sono in grado di essere di supporto al committente anche nell’ordinaria gestione delle attività, attraverso attività di supporto tecnico quali:

-Studi ed elaborazione di documenti che individuino e analizzino gli scenari più critici per i quali si rende necessaria l’attenzione da parte della squadra di pronto soccorso;

-Studi ed elaborazione di una procedura operativa di primo soccorso necessaria per definire il coordinamento con il Presidio sanitario ed il Piano di Emergenza Interno di sito;

-Progettazione ed esecuzione di simulazioni di soccorso e recupero;

-Formazione e addestramento

Ecco perché è giusto affidarsi ad una squadra competente e professionale come la Icon Snc.

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