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Il nuovo articolo 115 del Testo Unico sulla Sicurezza cambia radicalmente il modo di affrontare la protezione contro le cadute dall’alto. Non è solo un aggiornamento tecnico: è un vero cambio di approccio, che mette al centro la prevenzione prima della protezione.

Dalla lista dei dispositivi alla gerarchia dei sistemi

La versione precedente dell’articolo 115 era essenzialmente un elenco di dispositivi: imbracature, connettori, linee vita, assorbitori… Tutto utile, ma spesso lasciava troppa libertà interpretativa nei cantieri.

Il nuovo testo sposta l’attenzione sulla sequenza di priorità dei sistemi di protezione: prima i sistemi collettivi, poi quelli individuali.

Parapetti e reti di sicurezza non sono più opzionali: tornano protagonisti. L’obiettivo è chiaro: ridurre il rischio alla fonte prima di ricorrere a dispositivi individuali.

La nuova scala delle priorità

Quando non è possibile adottare sistemi collettivi, i dispositivi individuali devono essere scelti seguendo un ordine preciso:

  • Sistemi di trattenuta
  • Sistemi di posizionamento sul lavoro
  • Sistemi di accesso e posizionamento mediante funi
  • Sistemi di arresto caduta

I sistemi di arresto caduta diventano l’ultima opzione. Ogni scelta deve essere giustificata in base all’impossibilità tecnica di adottare soluzioni collettive.

Un cambio culturale

Il nuovo articolo 115 non riguarda solo attrezzature o punti di ancoraggio. Significa ridefinire la catena decisionale della sicurezza: datori di lavoro, progettisti e coordinatori hanno responsabilità più chiare e devono seguire una logica coerente con l’articolo 111.

Prima prevenire, poi proteggere

Per chi lavora in quota, la priorità non è solo cadere senza farsi male, ma non cadere affatto.

Contenuto tecnico dell’articolo 115

Sistemi di protezione contro le cadute dall’alto

Nei lavori in quota, i sistemi collettivi hanno priorità rispetto ai sistemi individuali:

  • parapetti
  • reti di sicurezza

Se le soluzioni collettive non sono applicabili, si devono usare sistemi individuali, in ordine di priorità:

  • trattenuta
  • posizionamento sul lavoro
  • accesso e posizionamento mediante funi
  • arresto caduta

Tutti i sistemi individuali devono essere assicurati a un punto di ancoraggio sicuro.

I sistemi di accesso e posizionamento mediante funi devono rispettare quanto previsto dagli articoli 111, comma 4, e 116.

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La sicurezza sul lavoro non è mai un dettaglio, ma un investimento fondamentale per proteggere le persone e il patrimonio aziendale. ICON SNC, azienda specializzata in sicurezza sul lavoro, sottolinea l’importanza dei controlli periodici come elemento chiave per prevenire incidenti, garantire la conformità normativa e mantenere ambienti di lavoro sicuri.

Perché i controlli periodici sono essenziali

I controlli periodici non servono solo a rispettare le normative, ma sono strumenti concreti per:

  • Prevenire incidenti e infortuni
  • Garantire il corretto funzionamento di impianti e dispositivi di sicurezza
  • Rilevare anomalie e rischi prima che diventino pericolosi
  • Dimostrare la conformità alle normative nazionali ed europee (D.Lgs. 81/08, UNI EN 795, UNI 11578, UNI 11900)

Ogni intervento di controllo è una verifica preventiva, che tutela il personale e riduce i costi legati a eventuali guasti, fermi o contenziosi legali.

Tipologie di controlli periodici

ICON SNC offre un’ampia gamma di servizi per garantire sicurezza e conformità:

  • Controllo e manutenzione impianti anticaduta: sistemi di ancoraggio, linee vita e dispositivi di protezione individuale
  • Audit e certificazioni: supporto per la conformità alle normative di sicurezza sul lavoro
  • Formazione e consulenza: aggiornamento continuo per operatori e responsabili della sicurezza
  • Fit Test DPI respiratori: verifica fondamentale per garantire che le maschere filtranti e i dispositivi di protezione siano adeguati, perfettamente aderenti e sicuri per l’operatore

Normative e conformità

I controlli periodici sono obbligatori per legge e devono rispettare le principali normative italiane ed europee:

  • Lgs. 81/08 – Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro
  • UNI EN 795 e UNI 11578 – Dispositivi di ancoraggio e sistemi anticaduta
  • UNI 11900 – Qualificazione degli installatori e manutentori di sistemi di sicurezza

Seguire questi standard significa non solo rispettare la legge, ma garantire la massima protezione a chi lavora in quota o a contatto con impianti pericolosi.

ICON SNC: il partner per la sicurezza della tua azienda

Affidarsi a ICON SNC significa avere:

  • Tecnici qualificati e certificati per ogni tipo di controllo
  • Interventi puntuali e professionali su ogni tipo di impianto o dispositivo di sicurezza
  • Report dettagliati per monitorare lo stato della sicurezza in azienda
  • Soluzioni personalizzate per ogni realtà aziendale, grandi o piccole

La sicurezza sul lavoro passa dai controlli periodici. Ogni verifica, manutenzione o ispezione è un passo concreto per proteggere i lavoratori, prevenire incidenti e mantenere la tua azienda conforme alle normative.

Contatta ICON SNC oggi stesso e scopri come i nostri servizi di controllo periodico possono rendere il tuo ambiente di lavoro più sicuro e affidabile.

I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) di terza categoria sono progettati per proteggere i lavoratori da rischi gravi, potenzialmente mortali o irreversibili. Questi dispositivi sono essenziali in ambienti di lavoro ad alto rischio, come cantieri edili, impianti industriali e laboratori chimici. La loro scelta e utilizzo corretto sono fondamentali per garantire la sicurezza sul lavoro.

La Formazione: Un Obbligo Normativo

L’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro deve fornire ai lavoratori una formazione adeguata sull’uso dei DPI, inclusi quelli di terza categoria. Tale formazione deve essere:

  • Teorica: comprensione dei rischi e delle normative
  • Pratica: addestramento all’uso corretto dei dispositivi

Come Scegliere i DPI di Terza Categoria

La scelta dei DPI deve essere effettuata tenendo conto di:

  • Valutazione dei rischi: identificare i pericoli presenti nell’ambiente di lavoro
  • Tipo di attività: ad esempio, lavori in quota, esposizione a sostanze chimiche, lavori elettrici
  • Normative specifiche: rispettare le leggi e le direttive applicabili

È fondamentale consultare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e, se necessario, rivolgersi a un esperto in sicurezza sul lavoro per una consulenza personalizzata.

Consigli Pratici per l’Uso Corretto dei DPI

  • Verifica periodica: controllare regolarmente lo stato di usura dei dispositivi
  • Manutenzione: seguire le istruzioni del produttore per la pulizia e la conservazione
  • Sostituzione: sostituire i DPI danneggiati o scaduti
  • Addestramento continuo: partecipare a corsi di aggiornamento periodici

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Icon Snc offre una vasta gamma di DPI di terza categoria, ideali per garantire la massima sicurezza nei luoghi di lavoro ad alto rischio. Visita il nostro sito per scoprire i prodotti disponibili e ricevere una consulenza personalizzata.

Gli spazi confinati rappresentano uno degli ambienti di lavoro più pericolosi e complessi da gestire in ambito industriale e civile. Questi ambienti, come serbatoi, silos, pozzi, condotte o ambienti sotterranei, sono caratterizzati da accessi ristretti, ventilazione limitata e spesso dalla presenza di agenti pericolosi come gas tossici, vapori o mancanza di ossigeno.

Per questo motivo, gli interventi all’interno di spazi confinati richiedono un’attenzione particolare, protocolli rigorosi e l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) specifici, al fine di garantire la massima sicurezza agli operatori.

Rischi specifici negli spazi confinati

  • Mancanza di ossigeno: Può causare svenimenti o danni permanenti.
  • Presenza di gas tossici o infiammabili: Come monossido di carbonio, idrogeno solforato o vapori chimici.
  • Rischio di esplosioni o incendi: Dovuto a gas infiammabili o condizioni di lavoro.
  • Difficoltà di accesso e uscita: Spazi ristretti che complicano il soccorso.
  • Rischio di seppellimento o caduta di materiali: In silos o pozzi.

Protocolli di sicurezza adottati da ICON SNC

ICON SNC ha sviluppato procedure operative rigorose per la gestione sicura degli interventi in spazi confinati, basate su normative nazionali (come il D.Lgs. 81/08 in Italia) e standard internazionali.

  • Valutazione del rischio preventiva: Analisi dettagliata dell’ambiente e delle sostanze presenti.
  • Permesso di lavoro: Documentazione obbligatoria che autorizza e regola l’accesso.
  • Monitoraggio continuo dell’aria: Con strumenti portatili che rilevano la concentrazione di ossigeno e gas pericolosi.
  • Presenza di un team di emergenza: Operatorii esterni pronti a intervenire in caso di incidenti.
  • Formazione specializzata: Addestramento specifico per operatori su tecniche di accesso, utilizzo DPI e procedure di soccorso.

Dispositivi di protezione individuale (DPI) essenziali

ICON SNC fornisce e aggiorna costantemente DPI specifici per gli interventi in spazi confinati:

  • Respiratori a pieno facciale o maschere con filtro: Per proteggere da gas e polveri nocive.
  • Autorespiratori (SCBA): In ambienti privi di ossigeno o altamente tossici, per garantire autonomia di respirazione.
  • Imbracature di sicurezza e funi di recupero: Per la protezione anticaduta e il recupero dell’operatore.
  • Dispositivi di comunicazione: Radio o sistemi hands-free per mantenere il contatto costante con il team esterno.
  • Rilevatori portatili: Per il monitoraggio in tempo reale della qualità dell’aria.

Procedure di emergenza e soccorso

In caso di emergenza, ICON SNC applica protocolli ben collaudati:

  • Sistemi di allarme rapido: Permettono di segnalare immediatamente situazioni di pericolo.
  • Team di soccorso interno e coordinamento con i vigili del fuoco: Pronti a intervenire tempestivamente.
  • Manovre di recupero in sicurezza: Utilizzo di argani, barelle sospese e tecniche di primo soccorso.
  • Addestramento costante: Simulazioni periodiche per mantenere alta la prontezza operativa.

Lavorare in spazi confinati è una sfida che richiede preparazione, attenzione e strumenti adeguati. Grazie a protocolli rigorosi, formazione continua e dispositivi di protezione all’avanguardia, ICON SNC garantisce interventi sicuri ed efficaci, proteggendo la vita e la salute degli operatori anche nelle situazioni più critiche.

Protezione personale, responsabilità collettiva

I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) di 3ª categoria sono fondamentali per la sicurezza dei lavoratori esposti a rischi gravi, come cadute dall’alto, sbalzi termici, ambienti confinati o sostanze pericolose. In contesti come i lavori in quota, l’uso corretto di questi dispositivi può letteralmente fare la differenza tra la vita e la morte.

In questo articolo vediamo quando sono obbligatori, quali sono i più utilizzati, gli errori da evitare e come affrontare correttamente l’addestramento pratico, come quello offerto nei corsi professionali di Icon Snc.

Cosa sono i DPI di 3ª categoria?

I DPI di 3ª categoria, secondo il D.Lgs. 81/2008 e il Regolamento UE 2016/425, sono dispositivi destinati a proteggere l’operatore da rischi mortali o che possono causare lesioni gravi e permanenti. Richiedono:

  • Formazione teorica obbligatoria
  • Addestramento pratico documentato
  • Revisione periodica e manutenzione obbligatoria

Esempi tipici:

  • Imbracature anticaduta
  • Sistemi di arresto caduta (cordini con dissipatori, retrattili)
  • Caschi da lavoro in quota con sottogola
  • Dispositivi per il soccorso e recupero
  • DPI per ambienti confinati (es. autorespiratori)

Quando sono indispensabili?

L’uso dei DPI di 3ª categoria è obbligatorio in tutte le situazioni lavorative ad alto rischio, in particolare:

  • Lavori in quota (oltre 2 metri senza protezione collettiva)
  • Accesso a coperture inclinate o fragili
  • Pulizia o manutenzione di tetti, silos, impianti industriali
  • Montaggio e smontaggio di ponteggi o strutture metalliche
  • Spazi confinati o ambienti con carenza di ossigeno

Gli errori più comuni nell’utilizzo dei DPI

Spesso i DPI vengono forniti, ma non utilizzati correttamente. Ecco alcuni errori frequenti:

  • Indossare l’imbracatura in modo errato (cinghie allentate, errata regolazione torace/cosce)
  • Non collegare il cordino all’anello dorsale o sternale (eccessiva libertà di movimento, rischio pendolo)
  • Utilizzare DPI non revisionati o danneggiati
  • Assenza di dissipatore di energia nel sistema anticaduta
  • Mancanza di un punto di ancoraggio certificato o accessibile
  • Assenza di addestramento specifico e simulazioni pratiche di emergenza

DPI: solo se certificati, revisionati e tracciabili

Un DPI non è “valido per sempre”. Serve:

  • Verifica pre-uso a ogni turno
  • Revisione annuale da parte di tecnico autorizzato
  • Registrazione su apposito registro aziendale
  • Conservazione secondo le istruzioni del produttore

Icon Snc offre anche servizio di revisione DPI, gestione scadenze e fornitura di dispositivi certificati dei migliori marchi del settore.

I DPI di 3ª categoria sono uno strumento indispensabile per lavorare in quota in modo sicuro, ma solo se utilizzati correttamente e accompagnati da formazione e addestramento qualificati.

Affidarsi a un partner come Icon Snc significa non solo rispettare la legge, ma anche costruire una vera cultura della sicurezza in azienda.

Vuoi formare i tuoi operatori o verificare la scadenza dei tuoi DPI?

Scopri i corsi disponibili su iconsnc.it o contattaci per una consulenza personalizzata.

Gli APVR, ovvero Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie, sono dispositivi progettati per salvaguardare l’utente dall’inalazione di sostanze nocive presenti nell’aria. Questi contaminanti includono:

  • Polveri
  • Nebbie
  • Fumi
  • Microorganismi
  • Vapori
  • Gas

Questi apparecchi sono fondamentali in numerosi contesti dove l’esposizione a tali contaminanti rappresenta un rischio significativo per la salute, come ad esempio negli spazi confinati.

Gli Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie (APVR) si dividono principalmente in due categorie:

  • APVR Filtranti
  • APVR Isolanti

APVR Filtranti

Questi dispositivi sono utilizzabili in ambienti dove il livello di ossigeno è superiore al 17%. Tra essi troviamo:

Maschere Facciali Filtranti (FFP):

FFP1: Proteggono da polveri non tossiche e a bassa tossicità, con un’efficacia filtrante minima dell’80%.

FFP2: Proteggono da polveri, fumi e aerosol di media tossicità, con un’efficacia filtrante minima del 94%.

FFP3: Proteggono da polveri, fumi e aerosol ad alta tossicità, con un’efficacia filtrante minima del 99%.

Semimaschere e Maschere a Pieno Facciale:

Semimaschere: Coprono naso e bocca e utilizzano filtri intercambiabili.

Maschere a Pieno Facciale: Coprono l’intero viso, offrendo protezione anche agli occhi e utilizzano filtri intercambiabili.

Respiratori a Ventilazione Assistita (PAPR): Utilizzano un motore elettrico per forzare l’aria attraverso un filtro, offrendo maggiore comfort e protezione continua.

APVR Isolanti

Questi dispositivi forniscono aria respirabile indipendentemente dall’ambiente circostante. Sono utilizzati in ambienti dove l’aria è contaminata o sospetta di inquinamento e non può essere filtrata, garantendo una fonte d’aria separata e sicura.

Perché è importante addestrarsi all’uso degli APVR e conseguenze negative in caso di mancato addestramento?

Oltre ad essere obbligatorio per legge (Art. 77 D.Lgs. 81/08), addestrarsi al corretto utilizzo degli APVR è fondamentale per garantire la propria sicurezza e quella dei colleghi in ambienti confinati e sospetti di inquinamento. Senza un corretto addestramento infatti gli APVR potrebbero essere inefficaci e talvolta pericolosi.

Icon snc dispone di diversi scenari per la formazione e l’addestramento all’utilizzo di APVR in ambienti confinati e sospetti di inquinamento.

Richiedi maggiori informazioni

I dispositivi possono essere validi, di alta qualità e costosi, ma se non sono adeguati a chi li deve indossare, non li useranno perché rappresenteranno un ostacolo nel loro lavoro.

I DPI, ovvero Dispositivi di Protezione Individuale, sono attrezzature e strumentazioni che hanno l’obiettivo di ridurre al minimo i danni derivanti dai rischi per la salute e sicurezza sul lavoro.

È importante che i DPI abbiano dei requisiti ben precisi, ovvero che siano:

  • adeguati ai rischi da prevenire (senza costituire un rischio maggiore);
  • adeguati alle condizioni esistenti sul luogo lavorativo;
  • compatibili tra loro, qualora i rischi siano molteplici e sia necessario l’utilizzo in contemporanea di più DPI;
  • facili da indossare e da togliere in caso di emergenza.
  • adatti delle esigenze ergonomiche e di salute dei lavoratori.

Bisogna sottolineare anche quali attrezzature non sono considerate DPI, ovvero:

  • indumenti di lavoro ordinari e uniformi non destinate in modo specifico alla salute e sicurezza del lavoratore
  • attrezzature dei servizi di soccorso e di salvataggio
  • attrezzature di protezione individuale di forze armate, forze di polizia e personale per il mantenimento dell’ordine pubblico
  • attrezzature di protezione individuale dei mezzi di trasporto stradali
  • materiali sportivi
  • materiali per l’autodifesa o dissuasione
  • apparecchi portatili per individuare e segnalare rischi e fattori nocivi

Cosa valutare prima di acquistare i DPI?

Prima di acquistare i DPI l’azienda deve valutare la situazione specifica dovuta alle lavorazioni da svolgere per poter adottare le giuste misure scegliendo DPI idonei.

Il fornitore deve rilasciare per ogni DPI un prospetto informativo contenente le indicazioni relative al fabbricante, al marchio CE, le istruzioni per l’uso, la conservazione, la pulizia, la manutenzione, la revisione e la disinfezione.

È consigliabile comunque coinvolgere un tecnico esperto sulla sicurezza per avere un quadro chiaro per la scelta idonea dei DPI da fornire ai lavoratori, in maniera da garantire il giusto confort, semplicità dell’uso e allo stesso tempo avere la maggior protezione per i lavoratori che faranno uso di essi.

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A chi spetta la scelta di quale attrezzatura deve essere indossata come protezione individuale dpi?

I DPI, dispositivi di tipo individuale, vanno assegnati a ogni singolo lavoratore, per lo svolgimento di una o più attività durante il suo turno lavorativo.

Ma chi sceglie i DPI?

Questo è un punto molto importante, perché indica con precisione chi sia il soggetto su cui cade la responsabilità di selezionare i corretti DPI utilizzati durante un turno lavorativo. Che si tratti di guanti da lavoro, di elmetti o di altre tipologie di DPI, è sempre il datore di lavoro il responsabile della scelta.

È un obbligo del datore di lavoro valutare quali siano i DPI più adatti da sfruttare da parte di ogni singolo dipendente, così come lo è acquistarli. Non solo, il datore di lavoro ha anche l’obbligo di formare i propri dipendenti a un utilizzo corretto dei DPI e quello di verificare che i diversi dispositivi siano usati in maniera corretta.

Queste norme valgono anche per i dispositivi di protezione collettivi. Per agevolare i datori di lavoro sono disponibili apposite guide, che indicano per ogni tipologia di attività lavorativa quali siano i DPI più adatti e indicati; inoltre il datore di lavoro si può avvalere del consiglio di esperti e consulenti esterni all’azienda. Fermo restando che la responsabilità della scelta rimane sempre sua.

Chi compra i DPI?

Anche per quanto riguarda l’acquisto dei dispositivi di protezione, è sempre il datore di lavoro il principale responsabile. Ha infatti l’obbligo di acquistare DPI certificati e a norma di legge e di fornirli ai propri dipendenti. In alcune specifiche situazioni il datore di lavoro può consentire ai propri dipendenti di acquistare il singolo DPI da usare durante il turno lavorativo, stabilendo eventualmente una somma massima che l’azienda è pronta a rimborsare al dipendente.

Lavora in sicurezza, cercando la qualità al giusto prezzo. Offriamo l’opportunità a diverse figure professionali di noleggiare dispositivi di protezione delle vie respiratorie, DPI, abbigliamento da lavoro, calzature antifortunistiche ecc.. con soluzioni personalizzate e su misura per ogni specifica esigenza.

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Scarpe antinfortunistiche per lavori in quota

Le scarpe da lavoro rappresentano uno dei primi DPI, dispositivi di protezione individuale, che l’azienda fornisce al proprio dipendente al momento dell’assunzione.

Secondo quanto previsto dall’art.77 del D.Lgs 81/08 Testo unico della sicurezza, i datori di lavoro dovranno effettuare la scelta secondo criteri adeguati e solo dopo aver svolto un’accurata valutazione dei rischi.

Le calzature antinfortunistiche che ottemperino ai requisiti del regolamento UE 2016/425 o alla direttiva 89/686/EEC possono essere considerate DPI. Quindi risultano valido strumento di protezione per i piedi.

Le scarpe lavoro di sicurezza sono progettate e costruite in funzione del rischio da cui devono salvaguardare, in conformità alle norme tecniche europee EN ISO 20344:2011 (Metodi di prova) e EN ISO 20345:2011 (Specifiche delle scarpe di sicurezza) che impongono una protezione della punta del piede con un puntale in grado di sorreggere l’urto di 200J (energia in Joule).

La scarpa dell’operatore in quota deve essere quanto più resistente allo scivolamento possibile.

Le categorie previste dalla norma tecnica, sono 3 e si differenziano per la resistenza della suola allo scivolamento all’apice dell’uso, dopo un periodo di “rodaggio”:

SRA: calzature testate su piano in ceramica con aggiunta di detergente

Calzature SRB: scarpe testate su superficie di metallo con aggiunta di glicerina

Scarpe SRC: calzature che superano entrambi i test sopra descritti

Per gli addetti ai lavori in quota sarà quindi sempre consigliabile scegliere scarpe SRC, essendo la suola più performante delle altre.

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I DPI anticaduta sono dispositivi di fondamentale importanza per tutte le categorie lavorative e per tutti i professionisti che operano in quota.

I dpi anticaduta sono sistemi di protezione individuale che vengono impiegati nei cantieri per la sicurezza delle attività in quota. In sostanza, qualora non fossero stati adottati sistemi di protezione collettiva, il sistema anticaduta individuale è in grado di proteggere il lavoratore contro eventuali incidenti arrestando la caduta libera.

I dpi sono regolati dalla UNI EN 363: 2008 e al loro interno sono compresi tutti i diversi tipi di protezione dalla caduta. Ogni dpi anticaduta deve contenere:

nome del fabbricante

marcatura CE

modello e tipo

numero di serie

norma di riferimento e anno

nome del prodotto

numero dell’organismo notificato

Sia durante il montaggio che lo smontaggio è necessario verificare che il dpi sia in buone condizioni e che le condizioni di lavoro siano idonee. Qualora le parti mobili non dovessero scorrere correttamente o vi fossero danni ai materiali, deformazioni e ammaccature, si riterrebbe necessario far controllare le proprie attrezzature di sicurezza. Infatti, è obbligatorio anche da parte del lavoratore stesso, verificare le condizioni del dispositivo prima del suo utilizzo e, nel caso di un dpi non sottoposto a controllo, va applicata la dicitura “fuori servizio” fino a controllo eseguita.

Chi deve utilizzare i DPI anticaduta?

L’utilizzo dei DPI per i lavori in quota è indicato a tutti coloro che operano in quote specifiche soggette al rischio di caduta dall’alto. Dalla normativa vigente in Italia, l’utilizzo dei DPI anticaduta diviene necessario nel momento in cui vengono svolte attività ad un’altezza pari o superiore a 2 metri rispetto ad un piano stabile. Per questo è possibile considerare come lavori in quota, e quindi con l’obbligo di formazione e utilizzo dei dispositivi, le seguenti mansioni:

Lavori in cantieri edili

Progettisti

Coordinatori di progetto

Responsabili della sicurezza

Interventi sui tralicci

Lavavetri

Potatura alberi

Piattaforme off-shore

Questi sono solo alcuni esempi di tutte le categorie lavorative coinvolte nei lavori in quota.

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