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Linee Vita: Installatore Qualificato EN 11900

Nel campo della sicurezza in quota, la corretta installazione delle linee vita è un aspetto essenziale per garantire la protezione di chi opera su coperture e superfici elevate. La scelta di affidarsi a installatori qualificati secondo la norma EN 11900 è oggi uno dei requisiti più importanti per assicurare lavori eseguiti a regola d’arte.

Le Linee Vita

Le linee vita sono sistemi anticaduta che permettono di lavorare sui tetti in condizioni di sicurezza durante interventi di manutenzione, controllo o installazione. La loro efficacia dipende in modo diretto dalla corretta posa in opera e dal rispetto delle indicazioni tecniche previste.

La Qualifica EN 11900

La qualifica EN 11900 riguarda gli installatori che operano nel settore dei sistemi di ancoraggio. Il percorso prevede una formazione specifica e verifiche sulle competenze acquisite, con l’obiettivo di assicurare che le installazioni vengano eseguite in modo corretto e coerente con le prescrizioni tecniche.

Cos’è la norma UNI 11900?

La norma UNI 11900 definisce i requisiti per gli installatori di sistemi di ancoraggio, linee vita. Ovvero:

  • Installatore livello base – Operatore in grado di effettuare sopralluoghi ed installazioni
  • Installatore livello intermedio – Operatore in grado di effettuare sopralluoghi, installazioni ed ispezioni periodiche di sistemi di ancoraggio già installati
  • Installatore livello avanzato – Operatore in grado di effettuare sopralluoghi, installazioni ed ispezioni periodiche e straordinarie di sistemi di ancoraggio già installati

Installatore qualificato

Un installatore qualificato conosce le modalità di fissaggio più adatte alle diverse coperture, sa valutare la struttura su cui intervenire e segue procedure precise durante tutte le fasi del lavoro, dal sopralluogo iniziale fino al collaudo del sistema.

Installazione sicura

Scegliere personale qualificato riduce il rischio di errori e garantisce un’installazione più affidabile nel tempo. Ogni componente viene posato secondo criteri tecnici definiti, con particolare attenzione alla stabilità e alla sicurezza del sistema.

La corretta installazione delle linee vita non è un aspetto secondario, ma un elemento centrale nella sicurezza degli edifici. Per questo motivo la qualifica degli operatori rappresenta un requisito fondamentale per chi opera in questo settore.

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Contatta ICON SNC, realtà composta da installatori qualificati specializzati nella progettazione e installazione di sistemi anticaduta e linee vita.

L’esperienza maturata nel settore consente di affrontare ogni intervento con un approccio tecnico preciso, dalla fase di sopralluogo fino alla posa e al collaudo finale dell’impianto.

La sicurezza parte dall’alto. È questo il principio guida del nuovo Accordo Stato-Regioni, sancito dalla Conferenza il 17 aprile 2025 e in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 24 maggio 2025 n. 119.

L’Accordo Stato-Regioni 2025 segna una svolta importante nel campo della sicurezza sul lavoro, introducendo per la prima volta l’obbligo formativo specifico per tutti i datori di lavoro. Questa novità rafforza il ruolo degli imprenditori, chiamati a diventare protagonisti consapevoli e formati nella tutela della salute e sicurezza nei propri ambienti lavorativi.

Un passaggio culturale decisivo

Fino a oggi, la formazione obbligatoria riguardava soprattutto lavoratori, dirigenti, preposti e RSPP (Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione). Il nuovo Accordo evidenzia come la prevenzione non possa essere più delegata, ma debba essere responsabilità diretta di chi guida l’impresa.

Non si tratta solo di adempiere a un obbligo normativo, ma di promuovere una cultura della sicurezza autentica. Un ambiente di lavoro sicuro nasce infatti dalla convinzione e dall’impegno del datore di lavoro, che deve orientare comportamenti, scelte e organizzazione del lavoro in questa direzione.

Il datore di lavoro: primo esempio e formatore

Il datore di lavoro è il punto di riferimento principale per la sicurezza aziendale. Con il suo esempio, la sua leadership e la capacità di trasmettere responsabilità, può influenzare positivamente il comportamento dei collaboratori e garantire l’efficacia delle misure di tutela.

Chi deve frequentare il corso?

L’obbligo di frequenza riguarda:

  • Tutti i datori di lavoro, anche se non nominati RSPP
  • Titolari di imprese individuali
  • Amministratori con deleghe operative
  • Legali rappresentanti che gestiscono risorse e personale aziendale

Non importa la dimensione o il settore dell’impresa: l’obbligo è universale.

Modulo aggiuntivo per i cantieri

Per i datori di lavoro di imprese che operano in cantieri temporanei o mobili, è previsto un modulo integrativo di 6 ore dedicato specificamente alla sicurezza in cantiere.

I corsi di formazione con ICON SNC

ICON SNC offre corsi completi e aggiornati, con particolare attenzione alle normative vigenti!

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Il campo della sicurezza sul lavoro è disciplinato da moltissime norme da conoscere e rispettare, dispositivi da saper maneggiare e documenti da compilare ma alla base di tutto questo, per una migliore ed efficace applicazione di tutto questo deve esserci la cultura della sicurezza.

La cultura della sicurezza può essere definita come l’insieme di valori, percezioni e atteggiamenti che i dipendenti condividono in relazione alla propria sicurezza all’interno dell’azienda.

Un luogo di lavoro con una spiccata cultura della sicurezza ha procedure per prevenire incidenti e assicurarsi che i lavoratori si sentano a proprio agio nel segnalare problemi relativi alla propria incolumità.

Ma come si diffonde la Cultura della Sicurezza?

Sono pochi passaggi fondamentali!

Come creare una cultura della sicurezza nella tua azienda?

  1. Assicurati che tutti siano coinvolti e impegnati

Per prima cosa, fai in modo di ottenere il supporto della leadership e il coinvolgimento dei dipendenti e ricorda che la creazione di una cultura della sicurezza inizia dal basso. È importante che i dipendenti di tutti i livelli siano inclusi nella fase di pianificazione e attuazione di qualsiasi nuova iniziativa sulla sicurezza. Solo con l’impegno di tutti gli attori coinvolti potrai veramente gestire, valutare e migliorare i programmi di sicurezza aziendale.

  1. Incoraggia la comunicazione

Le aziende con una forte cultura della sicurezza investono nella creazione di linee di comunicazione aperte all’interno della propria organizzazione. I dipendenti che si sentono a proprio agio nel discutere questioni di sicurezza sul posto di lavoro hanno maggiori probabilità di ottenere risultati migliori, imparare dai propri errori e risolvere i problemi prima che causino danni.

  1. Valuta i rischi e individua le misure di prevenzione

Un altro step fondamentale per la promozione di un’efficace cultura della sicurezza consiste nella valutazione dei vari tipi di minacce che la tua organizzazione potrebbe affrontare. Analizzane gravità e frequenza e individua le relative misure di prevenzione.

  1. Sviluppa programmi di formazione sulla sicurezza

Una volta che sai quali sono le pratiche di sicurezza per la tua azienda, è il momento di formare tutti sulle procedure. Implementa programmi di formazione continua e crea sessioni di apprendimento pratico in cui i tuoi dipendenti possano mettersi alla prova.

  1. Stabilisci metodi di reporting e comunicazione

Assicurati di registrare tutti gli incidenti legati alla sicurezza, anche i cosiddetti “near miss” che non hanno causato problemi, e costruisci percorsi di comunicazione proattivi per mantenere i dipendenti informati sulle procedure aggiornate.

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Le cronache e i dati diffusi di recente confermano ancora una volta un “deciso aumento” delle denunce di incidenti, anche con esito mortale.

È indiscutibile che la tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro non risulta in concreto ancora oggi effettiva e diffusa, ma ciò non dipende certo dal quadro legislativo di riferimento che, sul piano della normativa prevenzionale, è oggi costituito sostanzialmente dal D.Lgs. 81/2008 – nel cui Titolo I sono indicati i principi generali sempre applicabili – e dalle altre normative complementari più specifiche relative ad alcune particolari attività.

Cosa si intende per sicurezza sul lavoro?

La sicurezza sul lavoro è un concetto estremamente importante che si riferisce a tutte le misure e le pratiche adottate per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro.

Ecco alcuni dei principali aspetti legati alla sicurezza sul lavoro:

Valutazione dei rischi: Prima di iniziare qualsiasi attività, è importante identificare e valutare i potenziali rischi che potrebbero causare danni ai lavoratori. Questa valutazione permette di sviluppare strategie per mitigare tali rischi.

Formazione e istruzione: I lavoratori devono essere adeguatamente formati e istruiti sulle procedure di sicurezza, sull’uso corretto degli strumenti e delle attrezzature e sulla consapevolezza dei rischi presenti sul luogo di lavoro.

Utilizzo di dispositivi di protezione individuale (DPI): Quando i rischi non possono essere eliminati completamente, è fondamentale fornire ai lavoratori i DPI appropriati, come caschi, occhiali di protezione, guanti, maschere respiratorie, ecc.

Manutenzione delle attrezzature: Le attrezzature e le macchine devono essere regolarmente ispezionate e manutenute per assicurare che siano sicure da usare.

Procedimenti di emergenza: Deve essere sviluppato un piano di emergenza che includa procedure per affrontare situazioni di pericolo, evacuazione e somministrazione dei primi soccorsi.

Leggi e regolamenti: La sicurezza sul lavoro è regolamentata da leggi e regolamenti specifici che variano da paese a paese. Le aziende devono essere conformi a queste normative e garantire che i propri processi e pratiche rispettino le leggi vigenti.

Coinvolgimento dei lavoratori: Gli stessi lavoratori devono essere coinvolti nel processo di sicurezza sul lavoro, segnalando rischi, fornendo feedback sulle procedure e partecipando attivamente alla promozione di una cultura della sicurezza.

Monitoraggio e miglioramento continuo: La sicurezza sul lavoro non è un obiettivo statico; è necessario monitorare costantemente i progressi e apportare miglioramenti continuamente per affrontare nuovi rischi e cambiamenti nelle operazioni aziendali.

Ogni azienda dovrebbe avere un piano di gestione della sicurezza sul lavoro ben definito e impegnarsi a garantire che tutte le persone sul luogo di lavoro possano svolgere le loro attività in modo sicuro.

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La valutazione dei rischi è un processo fondamentale per identificare, valutare e gestire i potenziali pericoli e rischi presenti in un ambiente lavorativo.

È necessario conservare una registrazione dei risultati delle valutazioni dei rischi sul lavoro. Tale registrazione può essere utilizzata come base per:

trasmettere informazioni alle persone interessate;

monitorare l’introduzione delle misure necessarie;

fornire una prova alle autorità di vigilanza;

provvedere a una revisione, in caso di mutamenti nelle circostanze.

È fondamentale registrare almeno le seguenti informazioni:

nome e funzione della persona o delle persone che effettuano l’analisi;

pericoli e rischi individuati;

gruppi di lavoratori esposti a determinati rischi;

misure di protezione necessarie;

informazioni specifiche sull’introduzione delle misure, fra cui nome della persona responsabile e data;

dati relativi alle successive disposizioni per il monitoraggio e la revisione, comprese le date e le persone coinvolte;

informazioni in merito al coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti nel processo di valutazione dei rischi.

Le registrazioni delle valutazioni vanno redatte consultando e coinvolgendo i lavoratori e/o i loro rappresentanti e devono essere messe a loro disposizione, a titolo informativo. In ogni caso, i lavoratori interessati devono essere informati circa l’esito di ciascuna valutazione che riguardi la loro postazione di lavoro e sulle relative azioni da intraprendere.

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Tel. 071-7108525

Normativa di riferimento, spazi confinati

Gli spazi confinati sono ambienti chiusi o semi-chiusi con limitati punti di ingresso e uscita e limitata ventilazione naturale. Questi ambienti sono abbastanza grandi da consentire l’accesso fisico di un lavoratore, ma non sono progettati per un’occupazione continuativa. Gli spazi confinati possono presentare rischi significativi per la sicurezza e la salute dei lavoratori che vi entrano o vi lavorano.

Il D.Lgs. 81/2008

La normativa che regola gli spazi confinati è contenuta principalmente nel “Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro” (Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81), noto anche con l’acronimo “D.Lgs. 81/2008” o “Testo Unico Sicurezza”.

Il D.Lgs. 81/2008, insieme alle norme tecniche di riferimento, stabilisce le disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro per tutte le aziende e i luoghi di lavoro in Italia. Riguardo agli spazi confinati, l’articolo 179 del Testo Unico prevede specifiche misure di prevenzione e protezione.

In particolare, l’articolo 179 del D.Lgs. 81/2008 tratta degli “interventi in spazi confinati”. Esso stabilisce che i lavoratori non possono accedere a spazi confinati senza che siano stati adottati misure di prevenzione e protezione, e che i datori di lavoro sono tenuti a effettuare una valutazione dei rischi specifici per tali spazi. Inoltre, vengono dettagliati gli obblighi dei datori di lavoro riguardo alle procedure operative, all’informazione e formazione dei lavoratori, alle attrezzature di protezione individuale (EPI) e ai sistemi di emergenza e di soccorso.

Le procedure per gli interventi in spazi confinati devono essere definite e documentate nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) dell’azienda, che rappresenta un elemento chiave nella gestione della sicurezza sul lavoro.

Il DPR 177/2011

Il DPR 177/2011 definisce le misure minime di sicurezza da adottare nelle attività lavorative svolte all’interno degli ambienti confinati. Il Decreto prevede procedure generali di prevenzione e protezione tra cui: valutazione dei rischi prima di iniziare qualsiasi attività, formazione specifica per tutti i lavoratori che entrano in un ambiente confinato, equipaggiamento protettivo adeguato al tipo di rischio presente e ispezioni periodiche degli spazi confinati. L’obiettivo principale del DPR 177/2011 è quello di garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori nell’ambiente confinato, fornendo loro tutti i mezzi necessari per compiere il proprio lavoro in condizioni sicure.

Vuoi maggiori informazioni? Contattaci!

Aiutiamo l’RSSP a mappare gli ambienti confinati o sospetti di inquinamento all’interno dell’azienda. Una volta individuati gli spazi confinati, ne verifichiamo i rischi collegati e identifichiamo sia le procedure di lavoro e manutenzione all’interno, sia le procedure in caso di emergenza o infortunio.

  • Gli elmetti di protezione sono vari ed efficienti nel loro ruolo, dai caschi da cantiere al casco da lavoro con visiera, ne esiste uno per ogni attività.

    Il casco antinfortunistico, chiamato anche casco di protezione o elmetto di sicurezza, è un elemento indispensabile per la salvaguardia del lavoratore, ma non solo. Si tratta di un DPI (dispositivo di protezione individuale) necessario a proteggersi dalla caduta di oggetti e/o schegge, e parti pericolose di materiali in utilizzo.

    Gli elmetti di sicurezza non sono tutti uguali e si dividono a loro volta in diverse tipologie a seconda dell’attività a cui sono destinati.

    Il livello di protezione che offrono infatti cambia e ognuno presenta caratteristiche specifiche idonee al contesto in cui deve essere usato.

    Ecco le categorie principali:

    • Elmetto antiurto per l’industria: resiste agli urti ed è indicato per i lavori in ambiti che non comportano rischi particolarmente significativi. Può essere dotato di accessori vari tra cui cuffie o torce.
    • Elmetto di protezione contro le cadute dall’ alto: protegge contro la caduta di oggetti e durante un’eventuale caduta evita di battere il capo contro gli ostacoli circostanti. Si usa principalmente nell’edilizia ed è costituito da una calotta per attutire gli impatti, un cinturino sottogola resistente da 25 a 50kg di tiro e un sistema di regolazione sulla nuca, oltre ad una fascia antisudore.
    • Elmetto a elevate prestazioni: assorbe gli urti forti e resiste a penetrazioni profonde. È adatto ai lavori pericolosi ed è costituito da calotta, bardatura, cinturino sottogola e sistema di regolazione.
    • Casco da elettricista: è molto resistente alle correnti elettriche (anche fino a 440 volt per le esposizioni di breve durata) ed è quindi il più indicato per gli interventi che comportano rischi di folgorazione.
    • Casco forestale: progettato per resistere alle schegge e alla caduta dei rami. È dotato di visiera per proteggere gli occhi e di protezioni auricolari per attutire i rumori ed è quindi destinato a lavori forestali e di giardinaggio.

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Piattaforme Lavoro Elevabili: scopri quali corsi di formazione seguire e come ottenere l’abilitazione PLE

Le piattaforme aeree o PLE (Piattaforme di Lavoro mobili Elevabili) sono strumenti imprescindibili per quei lavori che richiedono di raggiungere altezze considerevoli in tutta sicurezza: la potatura degli alberi, un intervento mirato sulla facciata di un edificio, la manutenzione delle linee aeree dei tram. E proprio perché la sicurezza del lavoratore è la loro ragion d’essere, esistono precise linee guida di utilizzo delle piattaforme aeree che vanno seguite scrupolosamente prima, dopo, e durante l’impiego.

Per manovrare una piattaforma aerea serve una licenza apposita. Il Decreto legislativo 81/2008 – meglio noto come Testo unico sulla sicurezza sul lavoro – e l’accordo 22/02/2012 della Conferenza stato-regioni, identificano le piattaforme mobili elevabili come attrezzature per il cui impiego è necessaria un’apposita formazione e abilitazione.

Tale obbligo di formazione, sia teorica che tecnico-pratica, ricade sul datore di lavoro che per la formazione può rivolgersi a:

Regioni e province autonome, attraverso le proprie ASL

Ministero del Lavoro

INAIL

Associazioni sindacali di settore

Soggetti ed enti formatori autonomi riconosciuti

Aziende produttrici, utilizzatrici, distributrici e noleggiatrici delle PLE

I nostri corsi per PLE garantiscono la formazione obbligatoria per gli addetti che operano con le piattaforme di lavoro mobili elevabili.

Durante il corso vengono trattati nel dettaglio le varie tipologie di piattaforme aeree, i dispositivi di protezione individuale che è fondamentale possedere, gli elementi di rischio da considerare sia a terra che in quota, sia da parte dell’operatore che del datore di lavoro.

 

L’alternativa, se non si dispone del patentino o di qualcuno che lo possieda, è il noleggio a caldo della piattaforma aerea: cioè la formula per cui è l’azienda di noleggio che fornisce il personale in grado di manovrare la piattaforma in sicurezza.

Iscriviti al nostro corso!

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Sembra che il lavoro su fune sia la risposta rapida ed economica a tutti i lavori in quota di difficile accesso.

Il lavoro su fune è un tipo di intervento adatto a situazioni in cui non può essere allestito un ponteggio, a causa degli alti costi, quando il cestello meccanico non può raggiungere la zona di lavoro o un fondo stabile, o quando l´opera da eseguire è contenuta.

Quali sono i vantaggi dei lavori su fune?

  • Riduzione dei costi: scegliere i lavori su fune significa in molti casi azzerare le spese per l’affitto dei ponteggi, del costo per il tempo impiegato per l’installazione, di gru e altri macchinari edili.
  • Riduzione dell’impatto visivo: i lavori su fune comportano l’assenza di ponteggi permanenti per lunghi periodi di tempo.
  • Rapidità di intervento: la messa in posto dei ponteggi e dei macchinari edili rallenta i lavori, mentre gli operatori su corda possono muoversi e lavorare velocemente.
  • Suddivisione degli interventi: la velocità che caratterizza l’edilizia aerea permette di frazionare i vari interventi secondo le esigenze del cliente, interrompendo e riprendendo i lavori in qualsiasi momento.
  • Massima sicurezza: gli operai su fune lavorano autonomamente, azzerando i rischi per i passanti nei momenti di stop tra interventi successivi nel corso del lavoro.
  • Interventi mirati: i lavori su corda permettono di arrivare là dove è impossibile con i ponteggi, non ponendo quindi limiti al tipo di interventi da eseguire.

All’interno della ICON SNC ci sono molti professionisti esperti di lavoro su fune. I nostri operatori hanno tutti effettuato il corso di formazione per l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi su siti naturali e artificiali.

Ogni intervento viene valutato attentamente dai nostri tecnici interni che redigeranno tutta la documentazione per la sicurezza (piano operativo della sicurezza come da D.lgs 81/08) da sottoporre al responsabile dei lavori o committente prima dell’inizio dei lavori.

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Imbracatura o cordino, come scegliere quello adatto in base al lavoro?

Quando si parla di piattaforme di lavoro elevabili (PLE) la caduta rimane la causa più comune di lesioni e decessi. Dunque, la scelta di una macchina idonea all’uso è fondamentale, ma non è sufficiente. Ci sono infatti una serie di altri elementi da considerare per evitare la caduta, inerenti al comportamento, alle modalità di utilizzo della ple e di protezioni come imbracatura o cordino regolabile.

PIATTAFORME DI TIPO A BRACCIO

Quando si lavora su una piattaforma mobile di lavoro elevabile (PLE) a braccio si raccomanda vivamente di utilizzare un cordino anticaduta abbastanza corto da trattenere l’occupante entro la piattaforma. Il cordino può includere un dispositivo di assorbimento di energia, a patto che sia abbastanza corto da trattenere chi lo indossa nella piattaforma. Questa misura riguarda anche le piattaforme statiche a braccio (1b) e mobili a braccio (3b).

PIATTAFORME VERTICALI

Normalmente non è necessario che il personale operante su piattaforme verticali utilizzi dispositivi anticaduta. Queste includono piattaforme statiche verticali (1a), mobili verticali (3a), verticali a spinta (PAV) e piattaforme di lavoro autosollevanti su colonne (PLAC). Alcune norme nazionali richiedono un’imbracatura di sicurezza su tutte le PLE, incluse le piattaforme verticali.

LAVORO ACCANTO O SOPRA L’ACQUA

Una valutazione dei rischi deve determinare se sia più appropriato indossare un’imbracatura anticaduta, o un giubbotto di salvataggio per evitare l’annegamento. La necessità o meno di un sistema di protezione anticaduta verrà determinata da una valutazione dei rischi specifica all’intervento da eseguire prima del suo inizio, dopo aver consultato il manuale d’uso del costruttore.

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