L’industria e l’edilizia richiedono sempre più operatori su fune, un lavoro altamente specializzato che richiede professionalità e tecnica.

L’operatore su fune è un professionista che opera nel settore dei lavori in quota utilizzando come sistema di protezione diversi strumenti anticaduta, fra i quali la fune.

Gli ambiti lavorativi di un operatore su fune riguardano quasi tutti i settori produttivi.

Chi può fare lavori su funi?

Per i lavori in quota su fune è fondamentale non avere problemi con l’altezza da terra, e quindi con il vuoto. Che il vuoto possa procurare timore è assolutamente normale, ma sono sensazioni che dovrebbero sparire mano a mano che il vuoto diventa in qualche modo più familiare. Se questo non avviene significa che il vuoto ci procura un senso di ansia e paura di cui molto probabilmente ci liberemo con maggior difficoltà, o addirittura mai.

Per poter pensare di diventare un operatore su fune è quindi necessario sapere di sé stessi che il vuoto non ci ha mai procurato particolari problemi, o eventualmente bisogna sperimentare se in effetti sarà così.

Come si diventa operatori su fune?

Il lavoro su fune ha delle regole che non si basano né sul risparmio del tempo né sulle scorciatoie sulla sicurezza. Al contrario, è un lavoro difficile e molto professionale che, contrariamente a quello che si pensa, si fa anche in Italia da molti anni, con molte aziende e centri di formazione specializzati nei lavori più difficili.

Per diventare operatore su fune è necessario frequentare un Corso da Operatore per l’esecuzione di lavori temporanei in quota con l´impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi su siti Artificiali e Naturali (MODULO A).

La nostra esperienza pluriennale ci permette di formare e preparare:

– operatore – tecnici – imprese del settore sul corretto utilizzo dei sistemi anticaduta, garantendo una formazione professionale su:

lavori su fune Modulo A e Modulo B alberi

Per maggiori info: https://www.iconsnc.it/

I lavori di manutenzione sulle facciate e tetti condominiali e l’eventuale utilizzo di edilizia su fune.

I lavori su fune sono una particolare tipologia di lavori in quota in cui non vengono impiegati ponteggi, ma gli operatori si calano dall’alto, ancorati a particolari sistemi di protezione.

Una grande opportunità per lavori condominiali: non solo rappresenta un risparmio in termini di costo, ma non ci sarà nessun ingombro, totale libertà di accedere all’edificio, di prendersi cura di piante su terrazzi e balconi ed eliminazione del rischio d’intrusioni in casa dall’esterno, anche durante i lavori.

Ricorrere all’edilizia su fune potrebbe risultare quindi una soluzione economica e non invasiva per il condominio.

Per svolgere questo lavoro gli operatori devono essere formati su competenze e tecniche derivanti dall’ambito dell’alpinismo, della speleologia e dell’arrampicata.

Gli operatori, quindi, oltre a essere dotati di dispositivi di sicurezza testati e certificati, devono aver svolto specifici corsi di formazione e addestramento regolamentati dal d. lgs 81/08.

C’è da dire, però, che i lavori su fune sono ammessi solo in casi particolari dove potrebbe risultare difficile o particolarmente sfavorevole l’allestimento di un ponteggio, ma solo dopo un’attenta valutazione dei rischi dalla quale emerga come l’uso del ponteggio sia praticamente impossibile.

Per fare ciò è necessario valutare:

  1. a) impossibilità di accesso con altre attrezzature di lavoro
  2. b) pericolosità di utilizzo di altre attrezzature di lavoro
  3. c) impossibilità di utilizzo di mezzi di protezione collettiva
  4. d) esigenza di urgenza d’intervento giustificata
  5. e) minore rischio complessivo rispetto alle altre soluzioni operative
  6. f) durata limitata nel tempo dell’intervento
  7. g) impossibilità di modifica del sito ove è posto il luogo di lavoro.

 

Garantiamo una formazione professionale su lavori su fune Modulo A e Modulo B alberi.

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Prima di svolgere attività in un ambiente confinato, è necessario valutarne i rischi al fine di determinare le misure di prevenzione e protezione che garantiscano la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Al fine di prevenire gli infortuni negli ambienti confinati, è fondamentale adottare le procedure preliminari.

Quali sono?

-Le attività lavorative negli ambienti confinati devono essere esercitate solo da lavoratori o imprese qualificate, che posseggano specifici requisiti previsti dal D.P.R. 177/11. È fondamentale che il datore verifichi ciò.

-Inoltre, deve nominare un responsabile degli interventi che autorizzerà le operazioni da svolgere preliminarmente e l’ingresso degli operatori dopo la verifica dell’attuazione delle procedure di bonifica stabilite.

Il responsabile degli interventi può essere anche lo stesso datore di lavoro, il dirigente o il preposto.

-Il datore dovrà verificare la corrispondenza tra la documentazione in possesso e lo stato reale del sito e la presenza di eventuali rischi interferenti con l’attività da porre in essere. In seguito, dovrà aggiornare la valutazione dei rischi, tenendo conto dei rischi presenti, dei rischi derivanti da attività lavorative precedenti e dei rischi derivanti dal mutamento delle condizioni ambientali e di lavoro iniziali.

– Definire specifiche procedure operative che stabiliscano:

tipologia e descrizione dell’ambiente confinato e rischi indotti dal contesto in cui si opera, tipologia di lavorazioni e rischi associati ad esse;

le modalità per accertare l’assenza di pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori;

le procedure con le quali effettuare una bonifica nel caso di presenza di sostanze pericolose.

-Stabilire procedure di gestione delle emergenze in relazione al rischio presente.

-Formare ed addestrare i lavoratori coinvolti nell’attività con riferimento alle procedure predisposte, all’uso dei dpi e delle attrezzature di lavoro e di soccorso e ai rischi presenti.

-Preparare un apposito modulo autorizzativo per l’ingresso all’ambiente confinato, nel quale siano individuate le figure coinvolte, le misure generali di prevenzione e le misure specifiche.

Icon snc organizza corsi per ambienti confinati.

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Per la sicurezza dell’operatore è fondamentale l’analisi visiva dell’albero sul quale si andrà a lavorare per verificare che vi siano le condizioni essenziali di applicabilità della tecnica di lavoro con funi.

Dunque:

-va analizzata la pianta alla ricerca di rami spezzati sospesi che rappresenterebbero già di per sé un pericolo diretto;

-prestare attenzione alla presenza di edere od altri rampicanti;

-verificare la presenza di nidi di vespe o calabroni, che se scoperti all’ultimo momento durante il lavoro possono essere fonte di grosso pericolo.

Per ultimo, una pianificazione del lavoro e della scelta delle vie di risalita e di discesa farà risparmiare tempo e fatica.

La Salita

Analizzata la struttura della pianta, si può procedere con la salita. La salita verrà eseguita con il metodo denominato foot-lock (chiudere con i piedi) e il metodo di auto-assicurazione avverrà con nodo prussik o bloccante meccanico adatto.

Il metodo normalmente utilizzato per una salita veloce e relativamente poco faticosa, consiste nel posizionamento della corda nella chioma attraverso il lancio di un sacchetto con sagola attaccata. Questo può avvenire manualmente oppure con l’ausilio di una grossa fionda. Posizionata la corda si può salire.

È fondamentale, poi, la scelta del punto di ancoraggio: l’ancoraggio deve risultare centrale per ciò che si deve eseguire e che faciliti il lavoro.

Il Lavoro

I movimenti di lavoro avverranno per raggiungere i punti dove si deve operare. Il rischio maggiore durante il lavoro in pianta, è rappresentato non tanto dalle cadute, dato l’ancoraggio della corda sempre più alto dell’operatore, ma bensì dai “pendoli”.

Il pendolo avviene ovviamente quando il punto di ancoraggio della corda non è situato esattamente sulla verticale del climber.

Per evitare pendoli durante la fase di lavoro, il climber sarà vincolato all’albero non solo dalla corda di sicurezza sempre presente, ma anche contemporaneamente da una “longe” o cordino di posizionamento EN 354.

La Discesa

Terminato il lavoro, l’operatore scenderà a terra, facendo sempre attenzione che la corda di discesa permetta con la sua lunghezza di arrivare fino a terra, in caso contrario o anche solo di dubbio, è necessario fare un nodo di sicurezza alla sua estremità.

Vuoi diventare operatore TREE CLIMBING? Icon snc organizza corsi di formazione, teorici e pratici.

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Ogni azienda deve garantire, durante l’attività lavorativa, addetti competenti al soccorso industriale

Il D.Lgs 81/08 art.18 e 43 attribuisce al datore di lavoro la responsabilità di soccorrere un lavoratore infortunato da qualsiasi luogo in cui si verifichi l’evento.

Le aziende, quindi, devono garantire la presenza di operatori che possono agire tempestivamente, con competenze specifiche nell’ambito del soccorso industriale.

Spesso, infatti, il tempo che passa tra il momento dell’allarme e il raggiungimento della persona da soccorrere è troppo lungo. Per queste ragioni diverse aziende hanno deciso di affidare la gestione delle emergenze a squadre esterne specializzate nel Soccorso Industriale.

Il compito di una squadra di Soccorso Industriale è fondamentale: i soccorritori devono essere in possesso di specifiche competenze e avere una comprovata esperienza.

Inoltre, i soccorritori devono essere in grado di gestire le emergenze e gli imprevisti che potrebbero presentarsi durante un intervento, ma anche informare e assistere gli altri operatori coinvolti nelle attività lavorative.

Icon Snc opera in casi di lavoro in quota, spazi confinati e sospetto inquinamento.

Il nostro intervento si divide in varie fasi:

sopralluogo

valutazione dei rischi

consulenza specifica

soluzione calibrata

messa in sicurezza dell’area

assistenza durante il lavoro

predisposizione squadre di emergenza.

Inoltre, disponiamo delle migliori attrezzature per il soccorso industriale e offriamo formule personalizzate per ogni vostra esigenza.

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I dispositivi di protezione delle vie respiratorie rientrano nella 3° categoria e sono fondamentali per proteggere il lavoratore da gravi rischi.

Il “testo unico sulla sicurezza D.Lgs. 81/2008” suddivide i DPI in tre categorie.

I DPI di terza categoria rappresentano il massimo livello di protezione per i lavoratori e in essi rientrano: imbracature – elmetti – autorespiratori.

I dispositivi per la protezione delle vie respiratorie, conosciuti anche come APVR (apparecchi di protezione delle vie respiratorie), proteggono il lavoratore dai rischi causati dall’esposizione a sostanze pericolose quali gas, polveri e vapori coprendo interamente il viso.

Per l’utilizzo corretto di questi DPI è fondamentale che i lavoratori siano adeguatamente formati ed informati su come indossarli, pulirli e capire quando sostituirli.

I corsi di formazione prevedono una parte teorica e una pratica:

nella parte teorica, vengono forniti cenni specifici sugli agenti inquinanti con cui si potrebbe venire a contatto e quali sono i DPI/APVR specifici;

durante la parte pratica l’operatore viene preparato ad utilizzare i DPI in situazioni di pericolo mediante la simulazione di casi reali.

L’addestramento si svolge in ambienti invasi da fumo o polveri e prevedono vari gradi di difficoltà con percorsi ad ostacoli studiati per imparare a gestire il panico e per agire prontamente in caso di pericolo imminente.

Il corso mira anche ad istruire sulla corretta manutenzione corretta dei DPI e la sostituzione dei filtri respiratori per garantire l’efficienza durante l’utilizzo.

Icon Snc organizza corsi di formazione professionale sull’ utilizzo DPI 3° Categoria.

Contattaci per avere ulteriori informazioni: https://www.iconsnc.it/

Nel gruppo dei DPI di 3° categoria rientrano tutti i dispositivi capaci di proteggere il lavoratore da danni gravi o permanenti.

I DPI di terza categoria sono i dispositivi di protezione individuale utili per proteggere il capo dal rischio di collisioni accidentali, il volto e gli occhi da scintille, schegge e residui di lavorazioni, dalle cadute dall’alto e molto altro.

In alcuni ambienti lavorativi sono obbligatori, come specifica il D.Lgs. 81/08, in altri facoltativi, ed è a discrezione del datore di lavoro o del lavoratore stesso scegliere se indossarli oppure no.

Tra i DPI ci sono:

Elmetti.

Questi dispositivi sono previsti in svariati ambiti lavorativi e proteggono il capo dalle cadute accidentali e anche da quelle di materiali provenienti dall’alto. Alcuni modelli sono dotati di visiera per proteggere gli occhi dagli agenti irritanti, di dispositivi oto-protettivi per proteggere l’apparato uditivo e possono essere dotati anche di maschere per tutelare le vie respiratorie.

Imbracature.

Le imbracature proteggono i lavoratori dalle cadute dall’alto: i lavoratori possono operare nella massima sicurezza e muoversi anche comodamente visto che sono progettate per lasciare liberi i movimenti e consentire di svolgere normalmente l’attività lavorativa.

Autorespiratori.

Si tratta di dispositivi di protezione per le vie respiratorie necessari quando vengono svolti lavori in ambienti con carenza d’ossigeno o dove c’è una forte contaminazione da inquinanti.

L’Art. 77 del D.Lgs. 81/08 stabilisce che, per utilizzare correttamente questi DPI, è fondamentale che i lavoratori siano formati adeguatamente ed anche informati su come indossarli, come effettuare le operazioni di pulizia e manutenzione e individuare quando necessitano di essere sostituiti.

Inoltre, la revisione dei DPI di 3° categoria è obbligatoria e deve essere eseguita con cadenza ANNUALE, come previsto dalla normativa vigente D.Lgs.81/08, D.Lgs 475/92 e norma UNI EN 365:2005.

Icon Snc, effettua l’ispezione annuale, obbligatoria, dei DPI.

Contattaci subito: https://www.iconsnc.it/portfolio-articoli/revisione-d-p-i/ispezioniamo i tuoi DPI.

L’operatore su fune lavora ad altezze che possono superare anche il centinaio di metri, e molto spesso lo fa stando letteralmente sospeso nel vuoto.

L’operatore su fune è un professionista che opera nel settore dei lavori in quota utilizzando come sistema di protezione diversi strumenti anticaduta, fra i quali la fune.

Attualmente gli ambiti lavorativi di un operatore su fune riguardano quasi tutti i settori produttivi: edilizia, industria, telecomunicazioni, decoro urbano, bonifiche ambientali, ect.

Ovunque sia necessario eseguire un lavoro a più di due metri da terra, e per farlo sia necessario essere assicurati ad una fune, è obbligatorio per legge che il lavoro venga eseguito da un operatore su fune.

Come si diventa operatore su fune?

Al contrario di quello che si pensa, operare su fune è un lavoro difficile e molto professionale che, si fa anche in Italia da molti anni, con molte aziende e centri di formazione specializzati nei lavori più difficili.

Per diventare operatore su fune è necessario frequentare un Corso da Operatore per l’esecuzione di lavori temporanei in quota con l’impiego di sistemi di accesso e posizionamento mediante funi su siti Artificiali e Naturali.

Il corso è finalizzato all’apprendimento delle tecniche operative necessarie ad eseguire in totale sicurezza i lavori in quota, chiamati anche lavori in sospensione.

Il corso è obbligatorio per chiunque voglia intraprendere questa professione e rilascia una certificazione riconosciuta a livello europeo.

Gli interventi tramite lavoro in fune sono per definizione delicati: Icon snc è in possesso di tutto il necessario per operare in sicurezza e nel rispetto delle norme di legge.

Contattaci per avere ulteriori informazioni: https://www.iconsnc.it/

Il Datore di Lavoro ha l’obbligo di formare il personale che svolge o sovrintende a lavori in quota con particolare riguardo all’uso in sicurezza delle attrezzature di protezione individuale quali imbracatura, dispositivi anticaduta, ecc.

I lavori in quota sono le attività a maggior rischio: per migliorare in queste attività la prevenzione delle cadute dall’alto il legislatore ha introdotto uno specifico obbligo di formazione dei lavoratori in quota e l’obbligo di addestramento sul corretto utilizzo dei DPI di III categoria, compresi, dunque, i dispositivi per i rischi contro le cadute dall’alto.

La formazione ha lo scopo di accrescere il livello della sicurezza dei lavoratori ai quali vengono messi a disposizione D.P.I. per la prevenzione e la protezione del rischio di caduta dall’alto, durante le varie fasi di lavorazioni, tramite il miglioramento sia delle conoscenze relative al pericolo compreso nel lavoro in quota, sia della capacità di operare utilizzando in modo corretto i D.P.I., tramite addestramento all’uso di tali D.P.I. e linee vita.

La nostra esperienza pluriennale ci permette di formare e preparare:

operatore – tecnici – imprese del settore

sul corretto utilizzo dei sistemi anticaduta, garantendo una formazione professionale.

L’obiettivo della nostra formazione per i lavori in quota è:

-approfondire la tematica della sicurezza nei lavori svolti in quota, ai sensi del D. Lgs. 81/08, Titolo IV, Capo II. Ciò sia dal punto di vista normativo/legislativo che dal punto di vista pratico.

-Illustrare le misure di carattere tecnico quali procedure o dispositivi di protezione contro le cadute dall’alto. Ad esempio imbracatura e cordini.

-Analizzare tutte le possibili misure di prevenzione degli infortuni per questo tipo di lavori.

Inoltre, il corso di formazione prevede di effettuare un’attività di addestramento all’uso dei Dispositivi di Protezione: per svolgere prove pratiche e simulazioni.

Per maggiori info: https://www.iconsnc.it/addestramento-e-formazione/

Adempimenti e prassi operative di utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili

L’utilizzo delle piattaforme di lavoro elevabili per l’esecuzione di lavori in quota ha subito un incremento notevole negli ultimi anni ed oggi rappresenta il mezzo più diffuso, sicuro e produttivo nei cantieri edili e negli stabilimenti industriali per effettuare lavori di manutenzione, montaggi industriali e impiantistica, ecc.

Sulle piattaforme di lavoro mobili elevabili con braccio il rischio di caduta dal cestello riguarda in particolar modo il rischio di espulsione, ad esempio urto da parte di altro veicolo, movimento repentino ed imprevisto del braccio dovuto a cedimento parziale degli stabilizzatori, ecc.

Il rischio di caduta si può presentare anche in presenza di guasto meccanico o idraulico del sistema di sostegno e/o regolazione dell’inclinazione del cestello.

Il D.Lgs. 81/2008 (punto 4.1) sancisce che sui ponti sviluppabili e simili gli operai devono fare uso di idonea cintura.

Potrebbe capire che la navicella urti accidentalmente ostacoli e provochi la fuoriuscita dell’operatore dal suo interno o lo stesso operatore potrebbe sporgersi al di fuori della stessa navicella sino alla perdita di equilibrio.

Inoltre, è richiesto l’utilizzo anche dei seguenti DPI: elmetto di protezione per l’industria EN 397 dotato di sottogola; calzature per uso professionale EN 346 e guanti di protezione EN 388. Altri dispositivi di protezione individuale possono essere necessari a seconda delle lavorazioni eseguite o dell’ambiente di lavoro, ad esempio guanti, occhiali, otoprotettori etc”.

Quali sono le prassi e le modalità di utilizzo delle PLE?

Segnalare l’area di lavoro della macchina con barriere, nastro bianco/rosso, coni stradali e idonea segnaletica;

assicurarsi che il cancelletto di accesso in piattaforma sia chiuso;

Rimanere all’interno della piattaforma in posizione stabile;

non salire sui parapetti o sul corrente intermedio, non scavalcare i parapetti;

non utilizzare scale, ponti su ruote (trabattelli), sgabelli od altri dispositivi per aumentare l’altezza di lavoro;

indossare una imbracatura in modo da impedire la caduta dalla navicella;

non legare la piattaforma o la struttura di sollevamento a strutture adiacenti;

non superare il numero di persone e la portata massima ammessa in piattaforma (persone attrezzi e materiali).

non spostare la macchina con piattaforma sollevata

non utilizzare su pendenze o rampe eccedenti quelli per cui la PLE è progettata dal fabbricante;

mantenere adeguata distanza dagli ostacoli soprastanti;

rispettare la distanza minima di sicurezza dalle linee aeree in tensione;

segnalare al datore di lavoro o al preposto qualsiasi problema relativo al malfunzionamento della macchina;

impedire che funi, cavi elettrici e tubi ecc. possano impigliarsi nella PLE;

non disattivare i dispositivi di sicurezza;

non utilizzare la PLE come una gru, se non specificamente approvato dal fabbricante.

Inoltre, prima e durante lo spostamento delle PLE, l’operatore deve:

– attenersi ai requisiti del fabbricante per lo spostamento;

– mantenere una chiara visuale della superficie di supporto e del percorso di spostamento;

– assicurare che le persone nell’area del cantiere di lavoro siano a conoscenza del movimento della PLE come richiesto per proteggere dal rischio di lesioni personali;

– mantenere una distanza di sicurezza da ostacoli, detriti, dislivelli, buche ecc.;

– mantenere una distanza di sicurezza dagli ostacoli soprastanti;

– limitare la velocità di spostamento in base alle condizioni;

Insicurezza o In sicurezza? Scegli tu, non lasciare che siano gli altri a scegliere per te!

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